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Quanto costa sviluppare un'app: fattori, tecnologie e costi ricorrenti
App mobile

Quanto costa sviluppare un'app: fattori, tecnologie e costi ricorrenti

30 ott 2026 11 min

Quanto costa sviluppare un'app per un'azienda? Come ordine di grandezza indicativo si va da qualche migliaio di euro per una web app semplice appoggiata a sistemi che hai già, fino a diverse decine di migliaia per un'app nativa o cross-platform con backend proprio, integrazioni con il gestionale e funzioni offline. Il prezzo lo decidono quattro scelte: su quali piattaforme deve girare, con quale tecnologia, quanti sistemi deve collegare e quanta cura serve sull'esperienza d'uso.

Sotto trovi i fattori di costo uno per uno, il confronto tra app nativa, cross-platform e progressive web app, i costi ricorrenti che molti preventivi non mostrano e un caso reale. Così, quando chiedi un preventivo, sai leggere cosa c'è dentro e cosa manca.

Quanto costa un'app: gli ordini di grandezza

Un listino non esiste, e diffida di chi te ne propone uno senza aver capito cosa deve fare l'app. Per orientarti, questi sono ordini di grandezza indicativi per progetti di PMI, da prendere come campo da gioco e non come prezzo:

Tipo di progetto Esempio Ordine di grandezza indicativo
Web app o PWA semplice Catalogo consultabile, modulo di richiesta, area riservata che legge dati già esistenti 5.000 - 15.000 €
App cross-platform con backend Login, profili utente, ordini o prenotazioni, notifiche, un'integrazione con il gestionale 20.000 - 50.000 €
App complessa con piattaforma gestionale Funzionamento offline, foto e firme, più integrazioni, pannello web per l'ufficio, area clienti oltre 50.000 €

La forbice dentro ogni fascia è ampia per una ragione semplice: due app con lo stesso elenco di schermate possono avere sotto logiche molto diverse. Un'app che mostra gli ordini di un cliente costa poco. Un'app che permette di modificarli, ricalcola i prezzi in base al listino del cliente e li rimanda al gestionale costa molto di più, anche se le schermate sono le stesse.

I fattori che fanno il prezzo di un'app

Piattaforme: iOS, Android, web

La prima domanda è dove deve girare l'app. Un'app per i tecnici della tua azienda, che usano tutti lo stesso modello di telefono Android fornito dall'azienda, può limitarsi a una piattaforma. Un'app per i clienti deve funzionare su iPhone e Android, e spesso anche da browser per chi lavora al computer. Ogni piattaforma in più aggiunge sviluppo, test e pubblicazione.

Tecnologia: nativa, cross-platform o PWA

È la scelta che sposta di più il preventivo, e la trattiamo nella sezione successiva.

Backend e integrazioni

L'app è la parte che vedi. Dietro c'è quasi sempre un backend: il server che conserva i dati, gestisce gli utenti, invia le notifiche e parla con gli altri software. Se il backend esiste già (perché hai un gestionale con API documentate), l'app si appoggia a quello e il costo scende. Se va costruito da zero, è spesso la voce più pesante del progetto.

Ogni integrazione è un piccolo progetto a sé: gestionale, CRM, e-commerce, sistema di fatturazione, magazzino. Con un software moderno che espone API il collegamento è lineare; con un gestionale datato che esporta solo file servono più ore e più test.

Design e usabilità

Un'app interna usata da dieci magazzinieri può avere un'interfaccia sobria, purché sia veloce e con pulsanti grandi. Un'app destinata ai clienti richiede più lavoro di progettazione: studio dei flussi, prototipi, test con utenti veri, cura dei dettagli grafici. Il design è la voce che più spesso viene tagliata nei preventivi bassi, ed è quella che decide se l'app verrà usata o abbandonata dopo una settimana.

Funzioni che pesano più di quanto sembri

Alcune funzioni sembrano piccole e non lo sono. Il funzionamento offline, per esempio: un tecnico in un locale caldaia senza campo deve poter compilare il rapportino e sincronizzarlo quando torna la rete, senza perdere dati e senza creare doppioni. Altre voci simili sono la sincronizzazione in tempo reale tra più utenti, la firma su schermo con valore documentale, i pagamenti, la geolocalizzazione continua, la gestione di ruoli e permessi diversi.

Pubblicazione sugli store

Pubblicare su App Store e Google Play richiede account sviluppatore, schede dello store con testi e immagini, informative privacy, e il superamento della revisione di Apple e Google, che possono respingere un'app e chiedere modifiche. Va messo in conto il tempo per preparare tutto questo, oltre alle quote degli account che trovi più sotto.

App nativa, cross-platform o progressive web app

Queste sono le tre strade possibili. Nessuna è migliore in assoluto: dipende da chi userà l'app e cosa deve fare.

App nativa

Si sviluppano due app separate, una per iOS (in Swift) e una per Android (in Kotlin). Hai il massimo controllo su prestazioni e funzioni del telefono, ma paghi due sviluppi e due manutenzioni. Per la maggior parte delle app aziendali di una PMI è una spesa che non si giustifica. Ha senso quando servono prestazioni particolari o un uso spinto dell'hardware: elaborazione video, realtà aumentata, comunicazione con dispositivi via Bluetooth a basso livello.

App cross-platform

Con framework come Flutter o React Native si scrive un'unica base di codice che produce l'app per iOS e per Android. Si risparmia una parte consistente dello sviluppo rispetto a due app native, e la manutenzione è unica. Per app gestionali, app per agenti, app per tecnici e app clienti è la scelta che proponiamo più spesso, perché dà accesso a fotocamera, notifiche, GPS e funzionamento offline con un solo progetto.

Progressive web app

Una progressive web app (PWA) è un'applicazione web che si apre dal browser ma si può installare sulla schermata Home del telefono e aprire a tutto schermo come un'app. Non passa dagli store: la aggiorni sul server e tutti gli utenti hanno subito la nuova versione. Da iOS e iPadOS 16.4 le web app aggiunte alla schermata Home possono anche ricevere notifiche push, come ha annunciato il team di WebKit.

Una PWA costa meno, perché è un'unica applicazione web che gira ovunque. I limiti ci sono: l'accesso ad alcune funzioni del telefono è più ridotto rispetto a un'app installata dagli store, su iPhone l'utente deve aggiungerla alla Home dal menu Condividi di Safari, e per un pubblico consumer l'assenza dallo store può pesare sulla fiducia.

Per uno strumento interno o per un'area riservata dei tuoi clienti B2B, la PWA è spesso la scelta giusta e fa risparmiare parecchio. Se invece la tua app deve farsi trovare su App Store da persone che non ti conoscono, serve un'app vera da store.

Nativa Cross-platform PWA
Codice da mantenere Due basi (iOS e Android) Una base Una base (web)
Costo di sviluppo Più alto Medio Più basso
Pubblicazione sugli store Sì Sì No, si installa dal browser
Accesso alle funzioni del telefono Completo Ampio Più limitato
Aggiornamenti Tramite store Tramite store Immediati dal server
Caso tipico App con hardware o prestazioni particolari App aziendali, app per clienti e agenti Strumenti interni, aree riservate, cataloghi

I costi ricorrenti dopo il lancio

Il preventivo di sviluppo è solo la prima voce. Un'app ha costi che continuano finché la usi, ed è qui che si creano le sorprese.

Account sugli store

Per pubblicare su App Store serve l'iscrizione all'Apple Developer Program, che costa 99 USD per anno di iscrizione secondo la pagina ufficiale di Apple (il prezzo in valuta locale può variare per area geografica). Per iscrivere un'azienda Apple chiede anche il numero D-U-N-S dell'organizzazione e un sito web funzionante sul dominio aziendale: se non hai il D-U-N-S, richiedilo per tempo. Per Google Play la registrazione dell'account sviluppatore prevede una quota una tantum di 25 USD, come indicato nella guida di Play Console. Sono cifre piccole, ma conviene che gli account siano intestati alla tua azienda e non allo sviluppatore.

Hosting e servizi esterni

Server, database, backup, archiviazione di foto e documenti, invio di notifiche, email o SMS. Dipende molto dal numero di utenti e dalla quantità di dati: per un'app aziendale con qualche decina di utenti è una voce contenuta, per un'app consumer con migliaia di utenti attivi cresce con l'uso.

Manutenzione e aggiornamenti

Ogni anno Apple e Google rilasciano nuove versioni dei loro sistemi operativi, e Google Play chiede periodicamente di aggiornare le app alle versioni recenti di Android per continuare a distribuirle. Le librerie usate dall'app ricevono aggiornamenti di sicurezza. Un'app che nessuno aggiorna per due anni inizia a dare problemi, e a un certo punto smette di funzionare sui telefoni nuovi. La manutenzione si paga di solito con un canone annuo o un monte ore: fatti scrivere cosa comprende e cosa viene fatturato a parte.

Evoluzioni

Dopo il lancio arrivano le richieste degli utenti: un campo in più, un report, una nuova integrazione. Conviene prevedere un budget per i primi mesi, perché è lì che l'app si adatta all'uso reale.

Cosa fa salire o scendere il preventivo

Il costo scende quando:

  • il backend o le API esistono già e l'app si limita a leggerli e scriverli;
  • la prima versione contiene solo le funzioni che servono davvero dal primo giorno;
  • le decisioni vengono prese in fretta da una persona che conosce il processo;
  • una PWA basta per l'uso previsto.

Il costo sale quando:

  • i requisiti cambiano a sviluppo avviato, soprattutto sulle regole di business;
  • l'app deve funzionare offline con molti dati;
  • ci sono più integrazioni, o integrazioni con software che non espongono API;
  • servono più tipi di utenti con permessi diversi, per esempio ufficio, tecnici e clienti;
  • ci sono vincoli di sicurezza o conformità particolari.

Un errore che vediamo spesso: chiedere un preventivo per "un'app come quella del concorrente". Quell'app ha alle spalle anni di evoluzioni. Meglio partire dal problema da risolvere e dalle tre o quattro azioni che l'utente deve poter fare.

Un caso reale: Dabe Connect

Dabe Service è un'azienda di impiantistica industriale e civile con oltre 40 anni di esperienza e decine di tecnici sul territorio. Prima del progetto la pianificazione passava da telefonate, email e fogli Excel, e i tecnici compilavano rapportini cartacei da consegnare in ufficio, con documenti persi, illeggibili o in ritardo.

Per loro abbiamo sviluppato Dabe Connect, composto da tre parti collegate. Una piattaforma gestionale web per l'ufficio, con anagrafiche di clienti, immobili e macchinari, pianificazione degli interventi e alert sulle scadenze. Un'app mobile per i tecnici, Dabe Mobile Connect, da cui ricevono gli ordini di lavoro, consultano la documentazione tecnica, compilano il report di intervento, allegano foto e raccolgono la firma del cliente sullo schermo, con sincronizzazione in tempo reale verso la piattaforma. E un'area clienti, da cui i clienti vedono lo storico degli interventi, scaricano i report e aprono ticket.

Rispetto alle voci di costo viste sopra, è un progetto della fascia più alta: tre interfacce, tre tipi di utenti con permessi diversi (personale di sede, tecnici, clienti), comunicazioni cifrate con TLS 1.3 e autenticazione a due fattori per gli accessi amministrativi. I risultati riportati nel caso studio: documentazione cartacea per interventi di manutenzione e installazione ridotta del 100%, errori umani di trascrizione ridotti del 95%, valore percepito dal cliente aumentato del 70% grazie all'area personale. Se ti interessa il tema dei rapportini digitali, ne parliamo nell'articolo sull'app per tecnici sul campo.

Come lavoriamo per tenere il costo sotto controllo

Nei progetti di sviluppo app mobile partiamo da un'analisi con chi userà l'app: tecnici, agenti, clienti, ufficio. Da lì definiamo una prima versione con le funzioni che contano, e la sviluppiamo in sprint di due settimane. Alla fine di ogni sprint l'app è installabile in un ambiente di staging, dove il tuo team la prova sul proprio telefono e decide cosa sistemare prima di andare avanti. Così il budget si spende su funzioni verificate, non su ipotesi.

Il codice sorgente è di proprietà del cliente, e gli account degli store sono intestati all'azienda. Se l'app deve dialogare con un gestionale, valutiamo prima se conviene appoggiarsi a quello esistente o costruire anche la parte gestionale: per i costi di quest'ultima trovi una guida su quanto costa un software gestionale su misura. Se la tua idea riguarda la rete commerciale, può esserti utile anche l'articolo sull'app per agenti di commercio.

Selli non è la scelta giusta per tutto. Per un gioco, un'app consumer che punta su milioni di download o un progetto che richiede un team dedicato a tempo pieno per anni, esistono strutture più adatte. Lavoriamo bene con app aziendali che risolvono un problema operativo preciso.

Parliamone

Se stai valutando un'app per i tuoi clienti, i tuoi tecnici o la tua rete vendita e vuoi capire quale tecnologia ha senso e che ordine di spesa aspettarti, prenota una call con Selli. Guardiamo insieme cosa deve fare l'app, con quali sistemi deve parlare e se una PWA basta, prima di parlare di preventivo.

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